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Passaggi


Ieri notte mi sono trovata alle due

dall'altra parte di Roma,

dovevo tornare a casa,

niente treni, niente autobus, niente taxi

ho trovato un pullmann, andava a Viterbo, di quelli grandi,


ho chiesto, mi ha fatto sedere sul sedile accanto a lui

come un padre

m'ha lasciato a Tiburtina

come un dovere

m'ha ricordato

un passaggio per Ostia, pieno Agosto, in un vecchio film,

ho salutato come fossero le tre del pomeriggio,


ho fatto l'ultimo chilometro verso casa

Roma negli occhi, dopo una giornata stanca,


va bene, ho pensato

solo Roma,


sopravvivrò,

come parla, di notte,

quando ad ogni passo sento Modugno,

basterà.

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